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Il Salone del Mobile di Milano 2019

Ieri è finalmente iniziata la 58esima edizione del Salone del Mobile di Milano. L’attesa degli ultimi giorni è stata grande e l’ingresso accompagnato da un misto di curiosità ed emozione. È sempre un immenso piacere attendere di entrare tra la folla e ammirare la struttura Vela progettata dallo studio Fuksas. Immensa e suggestiva riempie gli occhi e gestisce il tempo d’attesa.

Leggera e trasparente la Vela progettata da Massimiliano e Doriana Fuksas, protegge e trasforma lo spazio del complesso fieristico di Rho.

Sono state nove ore gestite con scarpe comode, macchina fotografica sempre pronta all’uso e un trolley. Il trolley mi ha accompagnato per tutta la visita al salone e a fine giornata pesava tre volte di più per gli innumerevoli cataloghi accumulati durante la visita.

Gli argomenti di questo Salone sono innumerevoli e impossibili da analizzare tutti. Che la manifestazione sia ricca di novità ed immensa da vedere lo sapete e inoltre la stampa ha già scritto articoli molto dettagliati.

In questo post cercherò di farvi conoscere le mie impressioni e quello che più di tutto mi ha colpito, non sono una giornalista ma una Interior Designer e la mia visione delle cose nasce da quello che mi emoziona e che in qualche modo mi arricchisce.

La natura al primo posto

Nell’anno del Fridays For Future anche le aziende di design hanno scelto di cambiare il sistema produttivo e puntare alla sostenibilità. Legni, stoffe, vetro, plastica e tantissimi altri materiali sono il risultato green a basso impatto ambientale con una visione totalmente ecologica del nostro futuro.

Un particolare dello sgabello Stool di Magis ambientato nel verde naturale delle piante.

Tantissimi  sono gli stand che hanno affrontato l’allestimento con forti elementi naturalistici per rafforzare questo concetto già molto presente. In diverse occasioni mi sono sentita totalmente immersa in una natura quasi incontaminata.

Ci sono piante secolari interrate dal tempo e dissotterrate dall’uomo che diventano tavoli di altissimo pregio. Gli allestimenti japanese style ti accolgono all’ingresso con un giardino in perfetto stile zen. Un affascinante letto a baldacchino è stato immerso in quella che sembrava quasi una giungla.

Le scenografie naturalistiche sono spesso estremizzate ed accompagnate da rilassanti musiche new age.

Il letto a baldacchino di Opinion Ciatti è avvolto da un’atmosfera naturalistica reale e suggestiva.
Riva 1920 riporta alla luce enormi tronchi del legno neozelandese più antico del mondo, il Kauri (Agathis Australis), per farne piani tavoli suggestivi e preziosi.

Camminare e immergersi

Il naturalismo è una corrente che ha visto la sua applicazione in campo filosofico, religioso, letterario, artistico e ancora in campo sociologico e pedagogico.

La teoria si basa sul riconoscimento della complessa e spettacolare ricchezza della natura. La sua immensa fertilità è l’ambito in cui le persone possono vivere la loro vita. Gli esseri umani si considerano come parti integranti e interconnesse alla natura.

Per questi  motivi il nostro obiettivo futuro dovrà essere quello di preservarla e proteggerla da tutto ciò che la minaccia.

La natura è il centro delle nostre esperienze più significative e intense.

«Tutte le cose sono parti di un unico sistema che si chiama natura. […] La virtù consiste in una volontà che è in accordo con la Natura stessa»
Zenone

Il potere curativo

Al salone quest’anno si respirava un’aria…di natura! Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare solo un’intuizione, oggi è una prova scientifica. Si conferma il potere curativo delle foreste e di tutto quello che è strettamente legato alla natura.

Liyama è una città del Giappone che ha ricevuto una certificazione per la terapia forestale. Sì, oggi, esiste una pratica molto diffusa che si chiama shinrin-yoku o forest bathing tradotto in inglese.

È una pratica che consiste nel camminare in un bosco, in montagna oppure al mare. Serve a curare lo stress nonché a prendersi cura di se stessi. È un modo per sganciarsi dal mondo moderno per connettersi alla natura.

Non sono pochi infatti i riferimenti di questa edizione al Giappone e alla sua affascinante cultura.

Una cabina armadio multi accessoriata è stata allestita in perfetto stile giapponese.
Questa cabina armadio allestita in stile giapponse rappresenta il senso dell’ordine grazie agli accessori altamente tecnici.

Camminando in natura sollecitiamo i cinque sensi e non solo quelli che siamo abituati ad usare negli ambienti chiusi ovvero la vista e l’udito. È un modo per ri-educarci all’ascolto dei suoni e dei rumori della natura. Ti allontani dal caos quotidiano respirando i profumi di un bosco o della montagna. Osservando luci, colori e sfumature ri-stabilisci un contatto con le piante e i fiori.

“La natura è […] sostanza delle realtà che hanno in sé il principio del movimento”.
Aristotele

Con questa intenzione gli stand di Milano 2019 sono carichi di alberi, piante, fiori, effetti naturalistici, musiche new age e schermi led che trasmettono in loop ambientazioni di natura estesa ed incontaminata.


La poltrona Bergère della collezione Emma di Varaschin realizzata con intreccio di corda naturale, è presentata fra schermi a led che trasmettono natura.

Le persone sono più felici quando sono circondate dagli alberi perché quando siamo in armonia con la natura lo siamo anche con noi stessi.

La frequenza cardiaca e la pressione sanguigna si abbassano e il sistema immunitario si rafforza. La concentrazione e la memorizzazione aumentano.

Uno stand molto particolare quello con un albero reale che fa da sfondo al cielo.

Vivere immersi nella natura aiuta ad essere più calmi nonché meno stressati. Aiuta a dormire meglio. Ecco allora camere da letto arredate con supporti retroilluminati digitali che rappresentano viali alberati.

Un supporto retroilluminato fa da sfondo a questa suggestiva camera da letto di Smania in cui gli alberi sembrano reali.
Il noto brand di arredo outdoor Varaschin ha accentuato l’effetto già molto naturalistico, con schermi a led che trasmettono scene di natura incontaminata.

Ho visitato solo il primo giorno circa 80 stand ovvero quello che mi hanno permesso le gambe ed il tempo. Ho scattato 1200 foto di cui farò tesoro nei prossimi mesi e cioè quelli che mi separano dalla prossima manifestazione.

Avrei potuto e dovuto fare molto di più ma organizzarsi nei tempi giusti è difficilissimo. Il prossimo anno cercherò il modo di rimanere in città e di vivere anche gli eventi del Fuorisalone in cui quest’anno ho fatto una visita velocissima di sabato. Era un giorno molto affollato e scattare foto in un contesto così caotico, è complesso e richiede tantissimo tempo.

E’ stata la mia prima volta da freelancer e spero, il prossimo anno, di arrivare con una lista dettagliata degli eventi a cui non voglio mancare per poter nutrire il mio blog.


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