Interior

Il coffee table

Il coffee table ha una storia poco diffusa e anche un po’ imprecisa. Il design racconta di teorie ed influenze diverse su questo oggetto così pratico e diffuso nelle nostre case.

Un po’ di storia

Il primo prodotto che assomiglia a quello che oggi è il nostro tavolino da salotto appartiene all’architetto designer inglese E.W. Godwing che nel 1868 disegnò il primo tavolo basso. In quegli anni la Gran Bretagna era fortemente influenzata dallo stile giapponese che riduceva al minimo i decori puntando all’essenzialità.

Dopo molti anni, precisamente nel 1944, un famosissimo e non a caso artista giapponese, Isamu Noguchi, disegna per Vitra Coffee Table. E’ stato il primo e ufficiale tavolino da salotto ed è ancora oggi un pezzo di design stimato e famoso.

Alcune fonti parlano anche di un’influenza da parte dell’impero ottomano. Gli Ottomani erano soliti sorseggiare tè immersi completamente nella natura e seduti direttamente sull’erba. Nasce per questo motivo l’esigenza di avere piani rigidi molto bassi per poter appoggiare tazze e bicchieri.

Ambientazione japanese style in cui il tavolino basso è accompagnato da sedute in cuoio rosso senza gambe.
Kohi table è un tavolino realizzato da Riva 1920 con top in legno massello e base in ferro. È disponibile in diverse altezze che danno la possibilità di sovrapporre i piani.
Leaf di Bonaldo è un tavolino con piano in metallo pieno oppure traforato. Una vena naturalistica percorre il progetto che lo realizza a forma di foglia.

Il coffee table oggi

Il tavolino inizia a diventare popolare nei nostri salotti intorno agli anni Cinquanta con il diffondersi della televisione. È stata un’esigenza quella di creare un piano d’appoggio per tutto quello che la visione di un film o di una partita di calcio richiede. Bicchieri, tazze, bottiglie e piatti iniziano ad avere un posto anche in salotto e non solo in cucina.

Il tavolo diventa basso per non ostacolare la visione quando si sta seduti sul divano o su una comoda poltrona. Oggi è un complemento che nelle nostre case non può mancare perché lo spazio living con cucina a vista è sempre più diffuso e questo ha permesso al coffee table di “crescere”. Le misure sono aumentate rispetto a qualche anno fa e i tavolini si affiancano fra loro in composizioni che formano vere e proprie isole.

Un esempio di come i tavolini da salotto si sono fatti spazio nelle nostre case.
Composizione ad isola di tavolini Poliform in cui si avvicinano diversi materiali come la pelle, il marmo e il legno.
La coppia di tavolini “U” di laCividina in metallo leggero e fluido sono realizzati dai designer Lanzavecchia e Wai.

Non solo wood

Il coffee table non è solo funzione per cenette e aperitivi ma anche design e complemento. Ogni tipo di materiale è idoneo al tavolino da salotto. Il policarbonato o altri materiali di derivazione plastica sono eccentrici, colorati e funzionali. Hanno espressività, texture e lucentezza. La pulizia è semplice e poco impegnativa.

Il pouf o tavolino in primo piano è Roy di Kartell realizzato in materiale plastico decorato. Il coffee table Multiplo di Kartell nero ovale è funzionale quanto meraviglioso.
Kartell è un’azienda leader nella produzione di complementi d’arredo. Blast è un coffee table dagli angoli arrotondati in policarbonato semi trasparente disegnato da Philippe Starck.

Il marmo e le pietre preziose sono state un mood della 58a edizione del Salone del Mobile di Milano. I piani lucenti e preziosi hanno un forte impatto decorativo in perfetto stile arredamento russo. La loro preziosità aumenta con i telai in legno massiccio naturale e con sostegni in metallo spesso estremizzati da colori come oro e rame. I tavolini con il piano in marmo sono delicati in fase di pulizia poiché un detersivo troppo aggressivo può compromettere la lucentezza.

Iride di Smania rientra nella categoria dei tavoli di lusso facilmente integrabili in ogni arredamento. È personalizzabile poiché la gamma di materiali per realizzarlo è vasta e pregiata.
Trittico di tavolini Arbor di Bonaldo. Il piano in ceramica Calacatta e la struttura in metallo colore ottone li rendono eleganti e lussuosi.
Il tavolino rotondo di Longhi crea un’isola funzionale ed estesa . Le tre diverse altezze posizionate le une sulle altre creano gioco e movimento.

Il tavolino in cristallo non passerà mai di moda ma sta attraversando un momento di totale rinnovo. Le tecniche di lavorazione sono sempre più moderne e complesse e danno vita a prodotti unici e preziosi. Per farsi un’ idea di questo basta sfogliare il catalogo 2019 di Fiam Italia che è l’azienda leader nella produzione di mobili e complementi in vetro.

Tavolino Lakes di Fiam con piano in vetro da 10 mm fuso a gran fuoco. Il vetro è temperato e retroverniciato con i colori di tendenza.
Miniforms torna alla tradizione creando il tavolino Mastea realizzato in vetro di Murano soffiato.
Ula è un coffe table elegante e dall’aria vagamente rétro firmato Arketipo. Le strutture sono realizzate in acciaio e i piani sono in vetro temperato trasparente.
Tavolini particolari per via del taglio irregolare del piano in vetro e per la lavorazione che gli dà un effetto tessuto molto suggestivo.

Natural wood

Il legno continua ad occupare uno dei primi posti nella produzione di questo complemento sia a livello strutturale che estetico. Riva 1920 per esempio ricava da grossi tronchi tagli enormi che vengono lasciati al naturale. Oliati con prodotti assolutamente atossici ed estratti dalla natura si possono utilizzare sia come seduta che come tavolino d’appoggio.

Le aziende come Riva 1920 che utilizzano legno massello possono di creare complementi particolari e divertenti come Dadone. È realizzato in legno di cedro profumato e rifinito a mano.
Il design industriale è un prodotto versatile che può essere inserito in ambito moderno oppure classico. Qui i due tavolini Industrial di Officine Catena sono affiancati a due ceppi in legno massiccio a formare un quartetto molto particolare.
Riva 1920. La particolarità di questi prodotti è unica e inimitabile.

Quando invece l’ambiente ha bisogno di una spinta cromatica sono ideali i coffee table laccati. I colori possono essere svariati e personalizzabili, lucidi oppure opachi. È purtroppo il materiale più delicato perché con l’appoggio di oggetti può rigarsi e segnarsi. Per non sbagliare con la pulizia basta procurarsi un panno in microfibra che utilizzato umido che eliminerà quasi ogni tipo di macchia.

Una coppia di coffee table Sign di Lema colorati e laccati lucido sono un’ ottima scelta per interpretare e sdrammatizzare un ambiente neutro ed elegante.
Metallo, legno e colore sono i materiali che si alternano in questa composizione dalle forme più svariate.
Il coffee table Fishbone di Moroso è un esempio di come si possa dare carattere e forma ad un semplice complemento d’arredo.
Un tavolino di servizio può confermare e strutturare la scelta cromatica di un ambiente.

I pouf imbottiti e dalle texture più particolari possono essere utilizzati come appoggio vassoio ma anche all’occorrenza come seduta. La possibilità di personalizzare l’ambiente aumenta perché la varietà di stoffe è davvero infinita.

Un piccolo tavolino in wengè si perde fra pouf colorati e dal tessuto tridimensionale.

Per concludere

Oggi il tavolino da salotto è un elemento che non può mancare nelle nostre case per via della forte personalità che lo contraddistingue.

La sua scelta rispecchia la vostra idea di casa, accoglienza e convivialità.

“PROGETTO CORTO” di Capod’opera.

Spero di aver destato curiosità e attenzione verso un prodotto a cui forse rivolgiamo poco interesse. Hai dubbi? Scrivimi, scegliamo insieme il coffee table più giusto per te e per l’ambiente in cui vivi.


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